Etiopia: dalle città alle campagne
Situata nel Corno d’Africa, l’Etiopia è il decimo paese più esteso dell’Africa. È un territorio molto variegato, dove le alte montagne e gli altipiani a ovest lasciano spazio a deserti e foreste tropicali a est e a sud. Con una popolazione stimata di oltre 132 milioni di abitanti, è la seconda nazione più popolosa del continente dopo la Nigeria, e ha una popolazione giovane: il 50% dei cittadini ha meno di 19 anni. Ciò è dovuto a un tasso di fertilità storicamente elevato, sebbene in calo negli ultimi decenni: da oltre 7 nascite per donna negli anni ’60-’80 a circa 4 nel 2023.
L’economia etiope ha mantenuto una crescita relativamente rapida negli ultimi anni, ma deve ora affrontare crescenti pressioni macroeconomiche e sociali. Proseguendo un andamento di lungo periodo superiore al 5% annuo, il PIL reale è cresciuto del 7,3% nell’anno fiscale 2023/24, ma l’elevata inflazione – 26,6% nello stesso anno fiscale, scesa al 15,8% nel 2024/25 – ha eroso il potere d’acquisto e complicato la gestione macroeconomica. La struttura produttiva rimane fortemente agricola, con l’agricoltura che rappresentava il 35,8% del PIL nel 2023, mentre l’industria manifatturiera e i servizi si sono gradualmente espansi attorno a questa base. Allo stesso tempo, conflitti, siccità e shock legati alle riforme economiche hanno fatto risalire la povertà: la quota di popolazione che vive con meno di 3 USD al giorno (PPA 2021) era del 38,6% nel 2021.
Questo si traduce in forti disparità nei servizi disponibili – assistenza sanitaria, infrastrutture, accesso a elettricità, acqua e servizi igienico-sanitari, opportunità di istruzione – tra le aree rurali e quelle urbane. Circa il 77% della popolazione risiedeva ancora in aree rurali, spesso isolate dai principali centri urbani e prive delle infrastrutture e delle opportunità economiche necessarie a sostenere lo sviluppo individuale e familiare.
L’Etiopia è inoltre caratterizzata da una composizione etnico-regionale in cui i tratti culturali sono fortemente legati alle diverse aree geografiche del paese – un elemento al centro di numerosi conflitti armati nelle varie regioni.
Nell’agosto 2025, per sostenere il progetto di ricerca RESILIENCE guidato dall’Università di Napoli, ci siamo recati a Debre Birhan insieme alla fotografa Gaia Squarci e al professor Negash Mulatu. Debre Birhan è una piccola città relativamente sicura al centro di una vasta area rurale della regione di Amhara, 130 km a nord-est di Addis Abeba. Lì abbiamo visitato 13 famiglie rurali nell’ambito dello studio RESILIENCE, che indaga come elettricità, lavoro, istruzione e shock climatici interagiscano nell’Etiopia rurale. La nostra visita sul campo ha confermato molti dei risultati dello studio, offrendo al tempo stesso una prospettiva più umana su statistiche e dati che altrimenti resterebbero numeri freddi.
Debre Birhan si è rivelata un laboratorio naturale per i nostri scopi: una piccola città rurale collegata alla rete elettrica nazionale, circondata da villaggi che andavano da kebele completamente elettrificati a case che facevano affidamento su piccoli pannelli solari, o che vivevano ancora interamente di cherosene, candele e biomassa. Il nostro viaggio di una settimana – dalle strade illuminate della città a villaggi con condizioni miste come Etege, fino a insediamenti più bui come Woynye, Tikur Gedel e Atakilt – è stato pensato per incontrare le famiglie dietro le tabelle di regressione, e per documentare, con interviste e fotografie, come l’elettricità, o la sua assenza, influenzi il lavoro, lo studio e il senso del futuro dei bambini.
Piazza, uno dei quartieri storici di Addis Abeba, sta subendo una trasformazione nell’ambito del City Corridor Project, un’iniziativa urbana guidata dal governo volta a modernizzare le infrastrutture della città per attrarre investimenti stranieri e turismo. Diversi edifici storici sono stati demoliti, costringendo al trasferimento residenti di lunga data e attività commerciali. Nonostante i grandi progetti infrastrutturali che stanno ridisegnando Addis Abeba e altre grandi città, solo circa il 44% della popolazione etiope ha attualmente accesso all’elettricità, lasciando circa 71 milioni di persone senza un’alimentazione elettrica affidabile, in particolare al di fuori dei centri urbani. © Gaia Squarci
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Nell’agosto 2025, abbiamo viaggiato con la fotografa Gaia Squarci e il professor Negash Mulatu a Debre Birhan, una piccola città relativamente sicura al centro di una vasta area rurale nella regione di Amhara, 130 km a nord-est di Addis Abeba, per visitare 13 famiglie rurali e sostenere il progetto di ricerca RESILIENCE, guidato dall’Università di Napoli. Il nostro viaggio di dieci giorni è stato pensato per incontrare le famiglie che si celano dietro le tabelle di regressione e per documentare, attraverso interviste e fotografie, come l’elettricità, o la sua assenza, influenzi il lavoro, lo studio e la visione del futuro dei bambini.
The home of Gebiretsadik Woldemedhin, 63, and Sirgute Gebirehanna (58) in Etege, a rural village near Debre Birhan in central Ethiopia. Their home is close to the main road, so they are connected to the grid and also enjoy a direct access to phreatic water in their courtyard, a very rare feature among rural household in our experience on the field. © Gaia Squarci
Bibliografia
“Ethnic Federalism and Conflict in Ethiopia.”
African Centre for the Constructive Resolution of Disputes (ACCORD)
"Ethiopia Economic Outlook"
AfDB Country Economic Outlooks, 2026.
"Share of Economic Sectors in the Gross Domestic Product (GDP) in Ethiopia."
Statista, 2025.
"Ethiopia Population 2026."
World Population Prospects (2024 Revision), 2026.
"Ethiopia Overview."
World Bank Country Data, 2024.
"Fertility Rate, Total (Births per Woman) – Ethiopia."
World Development Indicators, 2023.
"Poverty Headcount Ratio at $3.00 a Day (2021 PPP) – Ethiopia."
World Bank Open Data, 2021.

