Famiglia 1

Bete Hailegebriel, 47 anni, e sua moglie Woletu Getaneh, 45 anni, vivono in una casa di campagna a Etege, un villaggio rurale vicino a Debre Birhan, nell’Etiopia centrale, insieme a diversi figli. Il maggiore, Alemeneh, ha 21 anni ma non era presente in casa al momento della nostra visita. Tra gli altri, le due ragazze più giovani, Haimanot (17 anni) e Bizualem (11 anni), non hanno potuto frequentare la scuola nell’ultimo anno a causa del conflitto in corso tra il gruppo ribelle Fano e l’esercito etiope: la scuola locale, che accoglie circa 60 bambini, resta temporaneamente chiusa, e comunque dista 60 minuti a piedi da casa. Gli altri due figli, Ayele (19 anni) e Aregahegn (15 anni), aiutano la famiglia pascolando le pecore, mentre la tredicenne Marshet si occupa di macinare il caffè.

La famiglia non ha accesso alla rete elettrica e fa affidamento su un pannello solare personale, raccoglie l’acqua da una sorgente vicina e utilizza una latrina in legno. L’ospedale più vicino dista quattro ore a piedi. Il reddito familiare proviene dall’agricoltura e dalla vendita di bestiame.

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Famiglia 2

L’agricoltore Dereje Hailegebriel, 50 anni, vive con sua moglie Tibebe Alemu, 43 anni, la sorella Sebli, 60 anni, e i loro quattro figli, Yewubnesh (20 anni), Shiferaw (17 anni), Mestawot (14 anni) e Betre (11 anni), a Etege, un villaggio rurale nell’Etiopia centrale, vicino a Debre Birhan. Due dei figli frequentano la scuola, uno lavora in città e uno si occupa del bestiame in campagna.

La famiglia non dispone di servizi igienici né di elettricità dalla rete, ma si affida a un pannello solare personale e a una piccola batteria per ricaricare i telefoni e accendere una singola lampadina. La scuola più vicina dista 60 minuti a piedi, l’ospedale più vicino quattro ore. Il reddito familiare proviene dall’agricoltura.

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Famiglia 3

La famiglia di Gebiretsadik Woldemedhin, 63 anni, e di sua moglie Sirgute Gebirehanna (48) vive a Etege insieme ai loro due figli adottivi, Kebede Abebe (23 anni) e Abi Woldeamanuel (12 anni), dopo che i sei figli biologici, hanno lasciato casa una volta terminati gli studi. Sia Abi che Kebede hanno raccontato di preferire il lavoro nei campi ai compiti scolastici: Kebede, in particolare, ha abbandonato la scuola già in terza elementare per questo motivo.

Questa è l’unica famiglia incontrata nelle zone rurali a disporre di un pozzo nel cortile di casa per l’approvvigionamento idrico, pur senza avere un bagno. La famiglia è anche allacciata alla rete elettrica, che però viene utilizzata solo per accendere singole lampadine in alcune stanze. La scuola più vicina dista un’ora a piedi, l’ospedale più vicino quattro ore. Il reddito proviene dall’agricoltura, anche se lo scorso anno un cattivo raccolto, causato dalle piogge tardive, ha colpito la famiglia.

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Famiglia 4

Wosen Seife, 63 anni, e sua moglie Sasahu Menbere, 52 anni, vivono nel villaggio di Zan Gira, nell’Etiopia centrale, insieme ai loro sette figli, di età compresa tra i 19 e i 37 anni. Wosen è il responsabile del kebele di Etege, la più piccola unità amministrativa dell’Etiopia, incaricata dell’amministrazione locale e dei servizi alla comunità. La coppia viveva in precedenza a Etege, ma si è trasferita a Zan Gira per la maggiore vicinanza alla scuola, al kebele e per la disponibilità di elettricità.

La loro abitazione è allacciata alla rete elettrica e si rifornisce d’acqua da una sorgente vicina. L’ospedale più vicino dista 90 minuti a piedi, la scuola locale circa 20 minuti. La principale fonte di reddito della famiglia è l’agricoltura, anche se i loro raccolti sono stati distrutti dalle inondazioni dello scorso anno.

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Famiglia 5

Gebireselassie Kidanemariam, 56 anni, è il capofamiglia di un nucleo di cinque persone, tra cui la figlia Atsede, 14 anni, e vive nel villaggio di Woynye. Negli ultimi anni la sua famiglia ha dovuto affrontare diversi shock: una malattia del bestiame che ha azzerato i profitti della mungitura, un drastico calo della resa del grano legato al cambiamento delle piogge, e le continue perdite di raccolto causate dalle scimmie, che lo hanno spinto a passare dalla coltivazione del grano alle piantagioni di eucalipto.

La famiglia dipende da agricoltura e vendita di bestiame per il proprio reddito. Non è allacciata alla rete elettrica ma utilizza un pannello solare, attinge l’acqua da un fiume e non dispone di servizi igienici. L’ospedale più vicino dista 60 minuti a piedi, la scuola locale circa 45 minuti.

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Famiglia 6

Zenebech Hailegebriel, 60 anni, è la capofamiglia a Woynye, dove vive con la dodicenne Worknesh, che sogna di diventare medico “per essere utile alle persone”. Zenebech si è trasferita dalla sua precedente abitazione dopo aver sviluppato una malattia agli occhi causata dal fumo di legna e carbone usati per cucinare, che le ha anche alterato i lineamenti del viso, e ha subito una lesione alla schiena dopo essere stata caricata da un toro. Dopo essersi ripresa, ha ripreso il suo lavoro di artigianato, realizzando abiti e contenitori.

La sua abitazione è allacciata alla rete elettrica e dispone di acqua corrente, con una latrina in legno all’interno della proprietà. L’ospedale più vicino dista 60 minuti a piedi, la scuola locale circa 30 minuti. Le fonti di reddito della famiglia includono agricoltura e rimesse.

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Famiglia 7

Gashaw Kassa, 41 anni, vive con la moglie e con il figlio Bereket, 5 anni, in un’area rurale dove però la famiglia non possiede un terreno agricolo: si sono trasferiti dalla città per pagare un affitto più basso. Gashaw lavora come bracciante giornaliero nella costruzione di case tradizionali in fango, nel taglio della legna e nel trasporto di materiali, anche nei giorni festivi, quando ce n’è bisogno. Entrambi i genitori soffrono di problemi di salute cronici e non assumono alcun medicinale, né moderno né tradizionale. Il padre sottolinea la forte solidarietà all’interno del complesso in cui vivono: «i poveri aiutano i poveri».

La famiglia è allacciata alla rete elettrica, arrivata due anni fa, e utilizza l’acqua del fiume, ma non dispone di un bagno nella proprietà. L’ospedale più vicino dista 60 minuti a piedi, la scuola locale circa 30. Le fonti di reddito comprendono il lavoro salariato e una piccola attività commerciale. Da quando è arrivata l’elettricità, Gashaw può ricaricare il cellulare e cercare lavori giornalieri o ricevere chiamate, mentre prima doveva spostarsi per queste necessità: la famiglia la usa anche per cucinare (esclusa l’injera), per la TV, la radio e l’illuminazione.

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Famiglia 8

La famiglia di Bogale Assefa, 48 anni, e di sua moglie vive a Tikur Gedel, un villaggio nei dintorni di Debre Birhan, nell’Etiopia centrale, ed è composta da quattro persone. Il figlio maggiore, Yehuwalashet, 7 anni, ha abbandonato la prima elementare lo scorso anno perché inizialmente non gli piaceva andare a scuola con gli amici, un tragitto di 90 minuti che richiede di attraversare un grande fiume, difficile o impossibile da superare durante le piene. “Poi siamo tutti stipati come capre in classe”, racconta. Suo padre intende insistere affinché torni a scuola, sottolineando l’importanza dell’istruzione, e il bambino stesso sogna di frequentare una scuola in città, al riparo dalle inondazioni, dove potrebbe anche godersi biscotti e film a casa della zia. Nella fattoria aiuta la famiglia con il bestiame, e ama in particolare usare la frusta per radunarlo: spera un giorno di diventare artigiano e venditore di prodotti in pelle.

La famiglia non è allacciata alla rete elettrica ma utilizza un pannello solare privato, si rifornisce d’acqua dal fiume e non dispone di servizi igienici. L’ospedale più vicino dista due ore a piedi. Il reddito proviene dall’agricoltura e da una piccola attività commerciale, anche se le piogge insolite dello scorso anno, in ritardo e terminate presto, hanno danneggiato il raccolto con umidità e freddo eccessivi.

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Famiglia 9

La famiglia di Etalemahu Asrate, 37 anni, e dei suoi due figli, Negesse (12 anni) e Zinash (16 anni), vive nel villaggio di Addis Genet, nell’Etiopia centrale. Zinash frequenta il decimo anno, è settima su 42 studenti, ama la fisica e sogna di studiare ingegneria edile e aprire una propria attività. È disposta a trasferirsi ovunque per lavoro, comprese le zone rurali, e persino all’estero se necessario, poiché non vuole dipendere da altri per il proprio sostentamento: ogni giorno percorre 40 minuti a piedi per raggiungere la scuola. Ha notato che le insegnanti danno più attenzione alle ragazze, “perché i ragazzi saltano spesso lezione”, e attribuisce grande valore all’istruzione femminile: una sua cara amica ha lasciato la scuola per un matrimonio combinato, un fatto che ha rafforzato la sua determinazione a proseguire gli studi.

La famiglia è allacciata a una rete elettrica condivisa e utilizza acqua corrente, con un bagno in legno. Quando l’elettricità manca, Zinash studia alla luce di kerosene e candele. L’ospedale più vicino dista 40 minuti a piedi. Il reddito proviene da lavoro salariato e agricoltura, anche se le piogge insolite dello scorso anno, in ritardo e terminate presto, hanno danneggiato il raccolto con umidità e freddo eccessivi.

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Famiglia 10

Asfaw Haileyesus, 33 anni, vive vicino al villaggio di Taitu, nell’Etiopia centrale. Dopo che i trattamenti chimici si sono rivelati inefficaci per il diserbo, ha deciso di affidarsi a lavoratori giornalieri, per lo più donne sfollate dall’Oromia per il conflitto e da Addis Abeba per gli sgomberi, per ripulire un campo di teff in affitto di circa un ettaro. Il campo deve affrontare le sfide poste dalle piogge tardive o troppo intense, e una recente piccola alluvione ne ha danneggiato il raccolto.

La sua famiglia è allacciata alla rete elettrica, utilizza acqua corrente e dispone di un bagno moderno. L’ospedale più vicino dista 60 minuti a piedi, la scuola locale 30 minuti. Il reddito proviene da agricoltura e vendita di bestiame.

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